Solo chiacchiere e distintivo…chiacchiere e distintivo.

4 Giu, 2015

Solo chiacchiere e distintivo…chiacchiere e distintivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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In merito alle chiacchiere di cui il mondo della cinofilia è davvero piena e ridondante, riportiamo qui di seguito una interessantissima e perentoria discussione che riporta un pò la barra al centro della disquisizione giuridico-legale delle qualifiche in ambito Cinofilo.

Ringraziamo Giorgio Guglielminotti per aver reso ancor più diffusa questa fantastica relazione che Stefano Margheri ha voluto mettere a disposizione di tutti, relativamente alla burocrazia delle cosiddette associazioni cinofile,  che pensano di chiudere il pensiero e credono di “controllare” una attività, una discussione, un movimento, intorno all’amore per gli animali, per i cani, per la propria professione praticata con umiltà e tenacia. Diamo questo documento in pasto a tutti i nostri lettori per far cultura, per diffondere una giusta visione della cinofilia, forse per alcuni chiusa in stanze grigie, ma che ha il suo motivo d’essere davanti ad un peloso, con 4 zampe, un cervello ed un cuore.

Carissimi amici cinofili,
come sapete non sono aduso a dichiarazioni su fb. Ritengo, tuttavia, doveroso comunicare l’esercizio odierno del recesso dalla qualifica di socio APNEC a seguito della comunicazione pervenutami sotto riportata. Come vedrete, sempre per dovere di informazione, ho articolato puntuale e dettagliata risposta.
Quindi, da oggi, per chi vorrà contattarmi non sarò PIU’ educatore/istruttore APNEC…sperando che così facendo il mio cervello non perda le competenze acquisite…diciamo che sarò un Istruttore di “strada”, così mi piace anche di più!

Un abbraccio!
Stefano

Egregio Socio,

scrivo la presente nella qualità di Presidente del Collegio Nazionale dei Probiviri dell’Associazione Professionale Nazionale degli Educatori Cinofili, anche a nome e per conto degli altri componenti del Collegio, Barbara Ristori e Anna Comino.

La Direzione Nazionale ha segnalato al Collegio che nella comunicazione al pubblico Lei dichiara di essere ‘Educatore/Istruttore Cinofilo APNEC/LIBERTAS, specializzato in disturbi comportamentali del cane’ e di ‘lavorare come istruttore cinofilo da numerosi anni, intervenendo nella prevenzione, diagnosi e terapia dei disturbi comportamentali del cane’; inoltre, è relatore di seminari su questioni relative la gestione di problemi comportamentali.

A tale riguardo, la Direzione Nazionale ha comunicato al Collegio che Lei è iscritto all’Associazione con la qualifica di EDUCATORE CINOFILO e non ha mai presentato richiesta per rilascio nulla osta per la gestione dei problemi comportamentali.

In relazione alla segnalazione così pervenuta ed ai fatti sopra indicati, il Collegio ritiene di dover aprire un procedimento nei Suoi confronti, il quale, visto il prossimo rinnovo delle cariche sociali all’Assemblea Nazionale del 6 giugno 2015, sarà gestito dal Collegio Nazionale dei Probiviri, nella composizione che risulterà dalle determinazioni dell’Assemblea.

Cordiali saluti.
Paolo Terrile

Spettabile Collegio Nazionale dei Probiviri APNEC,
colgo con sorpresa e rammarico la presente in oggetto, cui emerge
doveroso obbligo di immediata risposta.
In merito alla suindicata qualifica ritenuta mancante in capo alla mia
persona, ed altresì in riferimento alla dichiarazione da me assunta
quale “‘Educatore/Istruttore Cinofilo APNEC/LIBERTAS, specializzato in
disturbi comportamentali del cane”, è mia premura evidenziare alcune
precisazioni in tal senso. La dicitura in argomento, sovente
utilizzata dagli enti presso i quali svolgo attività
informativo/formativa, appare distinguersi in due fattispecie
differenti: l’essere educatore cinofilo APNEC/LIBERTAS ed essere
specializzato nei disturbi comportamentali del cane. Sotto il primo
profilo, educatore cinofilo APNEC/LIBERTAS, la detta qualifica è ad
oggi confermata e suffragata dall’attribuzione conferitami dai due
enti citati ed altresì certificata dall’iscrizione della mia persona
nei relativi albi di riferimento. Con riguardo al secondo aspetto,
esperto in materia di disturbi comportamentali del cane, tale
qualifica mi è stata conferita molti anni addietro dalla “Scuola di
formazione cinofila il Biancospino” a seguito di un percorso formativo
intercorrente tra gennaio 2007 e novembre 2009. Nondimeno, negli anni
a seguire, la mia stessa persona ha conseguito la partecipazione al
Corso formativo, presso la medesima “Scuola di formazione cinofila il
Biancospino”, denominato “Coaching in comportamento del cane”, nel
periodo intercorrente tra novembre 2012 ed aprile 2013, con l’illustre
docenza del professor Joel Dehasse. Orbene, senza dilungarmi nella
declinazione dei numerosi corsi e stage sul comportamento del cane,
cui ho assistito come partecipante negli ultimi quindici anni, preme
proseguire con ulteriori precisazioni.
Nella descrizione della mia persona, mai è stata apposta la locuzione
di “rieducatore APNEC”, ben sapendo io stesso di essere mancante di
tale qualifica; tuttavia, il richiamo a “…specializzato in disturbi
comportamentali del cane…” è inteso riferirsi alle qualifiche
suindicate, conseguite a seguito di attento e scrupoloso studio
teorico – pratico per i citati anni e ad anche nel corso dei
precedenti periodi. Ne consegue, che il procedimento in atto appare
muovere verso un terreno alquanto lacunoso giacché, come ora
affermato, mai io stesso mi sarei attribuito, o fatto attribuire,
qualifiche che non mi appartengono.
Quindi, se male non ho inteso la volontà del procedimento nei miei
confronti, io sarei procedibile per l’attuale operare, oltre che come
educatore cinofilo APNEC e LIBERTAS, come specializzato in disturbi
comportamentali del cane per effetto di un riconoscimento non
rilasciato da APNEC. In altre parole, quando mi trovassi ad operare in
materia di disturbi comportamentali del cane, dovrei omettere di
essere ANCHE educatore cinofilo APNEC e LIBERTAS. Una sorta di
“suddivisione” della mia persona. Poi, concluso l’eventuale seminario
o corso, potrei tornare a dichiararmi educatore cinofilo APNEC e
LIBERTAS. Permettetemi ma faccio fatica a capire; forse Freud potrà
aiutarmi!
Proseguendo, vorrei cogliere l’occasione per alcune precisazioni
tecnico – legali. Come immaginato non sia vostra conoscenza, sebbene
la presente comunicazione sia pervenuta presso l’indirizzo di posta
elettronica di appartenenza, la mia figura si caratterizza, al di
fuori dell’ambito cinofilo, in consulente giuridico – fiscale in
materia di enti non profit. Ciò, stante la laurea in scienze
giuridiche conseguita brillantemente nel lontano 1999. A fronte di
ciò, vorrei portare a Vostra conoscenza (ed alla collettività che
leggerà il presente testo) l’effettiva identità di APNEC,
permettendomi gratuitamente di ragguagliarvi in merito all’efficacia
dei titoli rilasciati da APNEC, ovvero da altro ente operante sul
territorio nazionale. APNEC si presenta quale Associazione
professionale, altresì, in termini fiscali, come Ente di tipo
associativo ai sensi dei collegati disposti 73, comma 1, lett. c) e
148, comma 3, DPR n.917/1986 (TUIR). Nondimeno, APNEC si mantiene
ente non commerciale, ai sensi dell’articolo 5, D.Lgs. n.460/1997,
Sez.I. Ancora, in termini civilistici, APNEC diviene Associazione come
da articoli 14 ss. del Libro I, Titolo II, del Codice civile. Perché
una tale precisazione? Perché allo stato attuale, nel nostro Paese,
non appare vigere alcuna legge nazionale atta ad attribuire la
qualifica di educatore cinofilo iscrivibile in unico Albo, alla stessa
stregua di Notaio, Avvocato, Medico, dottore Commercialista e così
via. Al di là dei “riconoscimenti ministeriali”, più volti richiamati
da Vostre comunicazioni, APNEC porta in sé lo stesso valore, in
termini di attribuzioni di qualifiche e titoli, di qualsivoglia Ente
di promozione sportiva, Federazione nazionale o Scuola Cinofila
riconosciuta da ENCI. In altre parole, allo stato attuale, la
qualifica di educatore, rieducatore, istruttore e che dir si voglia,
non ha alcun valore legale tant’è che mia madre, donna meravigliosa ma
alquanto mancante di pratica cinofila, potrebbe domattina inaugurare
un centro cinofilo “XY” e lavorarvi in equivalenza a qualsiasi
istruttore cinofilo plurititolato (ritengo, permettetemi la battuta,
che riuscirebbe a svolgere l’attività ben meglio di molti istruttori
cinofili plurititolati di nuova generazione…). Nessuno, dico
nessuno, potrebbe imputarle alcunché e qualsiasi azione eventualmente
esperita nei suoi confronti cadrebbe in archiviazione dinanzi a
qualsiasi magistrato.
Cosa significa tutto ciò? Significa che allo stato attuale, in Italia,
nessuna qualifica conferita in materia di educazione, rieducazione e
istruzione cinofila, ha alcun valore legale. Penso, tuttavia, che
questo voi lo sappiate bene, anche perché, se diversamente fosse,
ossia se solo APNEC fosse titolata a conferire le qualifiche predette,
tutti gli altri enti ad oggi operanti, compreso l’ENCI, dovrebbero
chiudere i battenti inchinandosi all’esclusività di APNEC. In
conseguenza, nei confronti dei predetti enti, potrebbe incardinarsi
una “class action” da parte di tutti coloro che, nei numerosi anni,
avevano speso energia, tempo e denaro per ottenere una qualifica a tal
punto illegittima ed illegale. Ed io mi proporrei, con sostegno dello
studio legale presso il quale opero, quale “paladino” di azione
risarcitoria.
Da quanto qui detto, vorrei in ultimo spiegare le ragioni della mia
non richiesta di “nulla osta per la gestione dei problemi
comportamentali del cane”: negli ultimi quindici anni ho utilizzato il
mio tempo per studiare ed applicare la materia cinofila, sostenendo un
numero imprecisato di esami (peraltro tutti brillantemente superati).
Ora, pur non ritenendomi particolarmente acuto in intelligenza “logico
– matematica”, l’immagine mentale che il mio cervello ha prodotto è
stata la seguente: “manca sempre la qualifica che non c’è”. In altre
parole, ogni qualvolta si aderisce ad Ente od Associazione specifica,
emerge il vincolo di un titolo di cui, guarda caso, non si è titolari.
Una sorta di gioco schizofrenico, dove la meta raggiunta è sempre
quella antecedente alla effettiva e successiva (che, ovviamente, deve
essere PAGATA). Ed è come se, a seconda degli Enti non profit presso i
quali io presto consulenza, mi venisse imposto lo svolgimento di un
ulteriore esame per rendermi idoneo a redigere e sottoscrivere il
parere giuridico – fiscale richiestomi. No, non funziona così perché,
a differenza di titoli e qualifiche in materia cinofila, la mia laurea
in legge è e sarà sempre una e unica, nondimeno legalmente valida su
tutto il territorio nazionale. Ne conviene, Spettabile Collegio dei
Probiviri, che l’eventuale ed ultimo esame che io sosterrò in materia
cinofila sarà davanti ad una Commissione Ministeriale atta ad
attribuirmi la relativa qualifica diretta ad iscrivere il mio nome e
cognome nell’UNICO Albo Nazionale degli Educatori, Istruttori e
Rieducatori Cinofili. Fino ad allora, stanco della “schizofrenia”
vigente, io stesso mi rifiuterò di accomodarmi dinanzi a qualunque
commissione esaminatrice, pena l’esercizio di immediato recesso dalla
qualifica di socio dell’Ente che non accetterà la citata presa d’atto.
Ed è in questo senso che mi appresto ad operare, ossia presentando
l’immediato diritto di recesso dalla qualifica di socio APNEC, con la
garanzia che mai, da data odierna, mi onorerò di fregiarmi
dell’acronimo di tale illustre Associazione. In tal modo, porrò un
ultimo favore a codesto spettabile Collegio, non dovendo proseguire
esso stesso con alcun procedimento nei confronti di un socio che socio
non è più. Ovviamente, in ossequio alla forma (art.8 statuto nazionale
vigente), invierò oggi stesso apposita raccomandata di recesso dalla
qualifica di socio, oltre a consegnare copia della presente, e della
lettera formale di recesso, al signor Aroldo Linari, attuale
Presidente APNEC Trentino Alto Adige. Nondimeno, il testo in argomento
verrà comunicato e pubblicato presso ogni sede opportuna, in modo che
i valori di verità, obiettività, liceità ed onestà possano rimanere
cristallini.
Mi premuro, in ultimo, di ricordare che proseguirò indefesso nella mia
professione cinofila, avendo in questi numerosi anni aiutato con
orgoglio proprietari e cani a raggiungere e mantenere un’esistenza
migliore ed appagante. E tutto ciò, senza ipocrisia e solamente mosso
da pura passione (e competenza) cinofila.

Scusandomi per la lunga ed articolata risposta, porgo cordialità.
Dott. Stefano Margheri

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