Perchè non “prendere per la gola” il cane.

17 Giu, 2015

Perchè non “prendere per la gola” il cane.

Purtroppo ci sono mode, leggende metropolitane, luoghi comuni, usanze (chiamatele come volete…), che resistono a qualsiasi forma di estinzione, nonostante la loro acclarata falsità, nonostante siano dannose e nonostante gli infiniti modi  di informarsi (tablet, smartphone, pc, internet, ecc). E’ così possibile, che si verifichino degli intollerabili paradossi, come quello dello strattonare il cane col collare, soprattutto se  a (semi)strozzo, perchè così impara a non tirare in passeggiata. Perchè paradosso? Perchè è una pratica usata dai proprietari ( che amano il loro cane, ma nel metterla in pratica infieriscono sofferenze inutili e gratuite); perchè è ancora consigliata, malgrado studi e ricerche vadano in senso opposto; perchè non funziona ( in quanto il cane continua a tirare e diventa frequente vedere persone costrette a strattonare con molta più forza il loro “amato” compagno). Come al solito, cercherò di

osso ioide4offrire argomentazioni quanto più oggettive possibile. Ad esempio parlando dell’ osso Ioide. Un osso quasi del tutto cartilagineo, situato alla base del cranio, molto importante per i movimenti della lingua e la deglutizione. Bene, a forza di strattonate, quest’osso può essere seriamente danneggiato con conseguenti dolori e difficoltà nel deglutire. Non solo, nel collo sono presenti muscoli, terminazioni nervose, dotti linfatici, componenti vitali per il cane, che si possono danneggiare provocando, nel “meno peggio” dei casi, intenso dolore. Per non parlare dei vasi sanguigni che si diramano per portare il sangue alla testa e quindi al cervello. La pressione scaturita dalle strattonate provoca un aumevasi sanguigni (FILEminimizer)nto della pressione intraoculare, provocando così nel tempo, glaucoma e una riduzione sanguigna al cervellocon ripercussioni sullo stato di stress e capacità di apprendimento. Non meno importanti sono i dtracheaanni che si possono cagionare alla Trachea e alla Laringe che contiene una valvola che impedisce al cibo di finire nei polmoni. Se danneggiata, il cane può avere forti dolori, problemi di respirazione e di deglutimento.

Il collo ha una grande importanza anche per la comunicazione tra cani (intraspecifica, ndr), così se ogni volta che incontriamo un altro cane, strattoniamo il nostro facendogli alzare la testa, questo verrà letto come una minaccia e innescherà, o faciliterà, lo scontro. Il nostro cane assocerà quel dolore provato alla vista di un altro cane e questo tipo di associazione negativa tenderà a radicarsi provocando risposte comportamentali aggressive, ecco perchè poi si è sempre costretti ad aumentare l’intensità, trasformando la passeggiata in qualcosa di spiacevole. La condotta va insegnata al cane in maniera positiva, anche perchè ci possono essere molti motivi per cui un cane tira e procurandogli dolore ad ogni passeggiata di certo non aiuta a coltivare e consolidare un rapporto sano. Piuttosto che costringere un cane a camminare “zampa nella mano” con noi a suon di dolori e violenze, non sarebbe meglio rivolgersi ad un professionista che ci guidi e ci aiuti a insegnare (e non ad imporre) la condotta? Anche gli esperti dell’Asetra (Associazione di Studi Etologici e Tutela della Relazione con gli Animali) in un comunicato stampa hanno preso posizione al riguardo:

A.S.E.T.R.A. vuole segnalare l’esistenza di un problema misconosciuto ma concreto: quando si monta un collare a strangolo e si agisce strattonando, si ottiene lo scorrimento di un cappio che si stringe attorno al collo impedendo il passaggio dell’aria e sottoponendo il cane a disagio o a dolore, suscitando in lui un sentimento di paura e/o sofferenza. Non certo il tipo di emozione che vorremmo il nostro amico provasse quando prendiamo in mano il guinzaglio. Poichè oggi sempre più spesso i proprietari si affidano a educatori cinofili o addestratori e molte sono le segnalazioni che riceviamo in proposito all’ uso di metodi coercitivi o brutali, di cui il collare a strangolo è solo uno dei più diffusi, occorre allora che i proprietari stessi prendano coscienza di quello che viene fatto ai loro animali e che può danneggiarne non solo il fisico, ma anche e soprattutto l’ equilibrio psichico. E’ necessario rifiutare che vengano usati metodi e strumenti che possano recare dolore o spaventare gli animali. La violenza non è mai giustificata. 

Il celeberrimo esperto in comportamento canino Dr. John Bradshaw nel libro “Come diventare il migliore amico del tuo cane” scrive:

Molti addestratori ed esperti della vecchia scuola sostengono che dentro ogni cane si annida un lupo selvaggio che potrebbe azzannare in qualunque momento la gola di ogni cane che incontra, a meno che il padrone non eserciti un costante controllo. NONOSTANTE I BIOLOGI E I VETERINARI COMPORTAMENTALI L’ABBIANO SMENTITA PIU’ DI 25 ANNI FA, L’IDEA E’ ANCORA DIFFUSA IN MODO SORPRENDENTE…

Quando interagiamo con il nostro cane ( vuoi per sport, educazione, divertimento, gare,ecc…) non bisogna mai perdere di vista il nostro vero ed unico obiettivo, che non è quello della performance, non è quello di primeggiare su altri in inutili e sterili paragoni, non è quello di cercare scorciatoie che ci aiutino ad arrivare prima al raggiungimento di un risultato…ma è il nostro cane.

Fonte: http://www.ilsuorifugio.it/

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